UN PRESEPE MOLTO ANTICO SCOLPITO SU UN SARCOFAGO

A Boville Ernica la scena della natività più antica d’Europa.
Le radici cristiane della Ciociaria in un sarcofago paleocristiano, gelosamente custodito nella chiesa di San Pietro Ispano a Boville Ernica. Su di esso, scolpito in un bassorilievo, il presepe più antico d’Europa. E’ stato rinvenuto nelle campagne della contrada Sasso, quasi certamente nel 1943. Data individuata grazie a un recente studio di don Giovanni Magnante, culminato nel 2017 con la pubblicazione del libro “Il Sarcofago Paleocristiano, profilo storico documentaristico” edito dalla tipografia La Monastica Abbazia di Casamari. Il preziosissimo reperto archeologico testimonia le origini della forte presenza cristiana, non solo a Boville Ernica ma nell’intera Ciociaria. Su tutta la superficie principale si può ammirare la storia della cristianità: vi è raffigurata, scolpita in un bassorilievo, la Natività più antica d’Europa. Viene fatta risalire al 350 dopo Cristo. Anni di studi e ricerche, da parte di soprintendi delle Belle arti e ricercatori locali hanno stabilito dei punti fermi. A tal proposito è opportuno citare il libro “Il Sarcofago Paleocristiano di Boville Ernica” scritto da Elisa Canetri, edito dal Comune di Boville Ernica nel 2003. Il sarcofago ha soltanto una facciata decorata: nella parte bassa c’è una sorta di cancello a due ante. In alto, a sinistra una scena dell’Antico testamento, tratta dal terzo libro di Daniele: gli ebrei finiti nella fornace perché si sono rifiutati di adorare l’immagine del Re Nabucodonosor. La descrizione si ritrova in tutti i documenti, fu curata dalle Belle Arti all’epoca del ritrovamento. A destra sono rappresentate la Natività e l’Epifania, o Adorazione dei Magi, capitolo due del Vangelo di Matteo. Nei primissimi secoli del Cristianesimo i due eventi venivano celebrati con un’unica festività. Chiaro il messaggio sul vero Dio fatto uomo, l’unico Dio che è lecito adorare. Nella raffigurazione della Natività spiccano il Bambino Gesù in una cesta di vimini. A destra c’è la Madonna che è seduta su qualcosa di non definito. Poi ci sono le bestie: il bue messo in evidenza per richiamare l’antico culto pagano a Boville del dio Bove, con la differenza che qui il bue riconosce il vero Dio. Poi c’è l’asino e ci sono i tre Magi con i doni. C’è la capanna con la stella e c’è un personaggio vicino alla Madonna che si presta a varie ed ampie interpretazioni. Non è affatto sicuro che sia San Giuseppe. Anzi, qualche studioso ipotizza che vi sia raffigurata la stessa persona sepolta nel sarcofago, il committente dell’opera, di cui però non esistono né il nome scolpito, come di solito accade, né immagine alcuna. Ci sono anche dei piccoli bassorilievi a forma di semisfera. Sulla sommità ci sono dei “fori”. Molto probabilmente sono effetti tecnici per dare il senso del chiaroscuro alle immagini, ossia le ombre che aiutano a non rendere le immagini piatte, quello che oggi chiameremmo un effetto tridimensionale. Tuttavia c’è chi ci vede una costellazione. Da cui si potrebbe ricavare la data esatta della nascita di Cristo. Ne è convinto il professor Teodoro Brescia che sta portando avanti gli studi. Nel frattempo sono già tanti gli elementi di certezza utili a soddisfare la curiosità dei tantissimi turisti che fino al sopraggiungere della pandemia da Covid-19 hanno affollato i vicoli, le chiese e i monumenti di uno dei borghi più belli d’Italia, Boville Ernica.
Maurizio Patrizi

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