UN ARCHIVIO PREZIOSO MA DIMENTICATO

Isola del Liri – Riportato alla luce da Marcello Rizzello e Daniela Campagna 
Grazie a Marcello Rizzello e Daniela Campagna è stato riordinato l’archivio comunale storico di Isola del Liri. Un lavoro davvero fondamentale per chiunque voglia scoprire o riscoprire con organicità spaccati di storia di una delle città più importanti del nostro territorio. In epoca recente sono stati prodotti numerosi libri che hanno fatto luce su alcuni episodi della storia della città in riva al Liri ma a causa delle oggettive difficoltà nel reperire le fonti archivistiche, dislocate in più luoghi, mai si è riusciti a realizzare un’opera che potesse definirsi veramente completa. Ora, grazie al lavoro di Rizzello e Campagna si aprono per studiosi e appassionati prospettive nuove. Molte le fonti archivistiche individuate. Come hanno spiegato gli stessi autori, una parte del materiale è attualmente conservata nell’Archivio di Stato di Napoli; nell’Archivio Storico per le Province Napoletane e nell’Archivio di Stato di Caserta; nell’Archivio Segreto del Vaticano. “Recentemente – spiegano – l’inventario dell’Archivio Boncompagni-Ludovisi riferibile al Ducato di Sora è stato egregiamente pubblicato da S. Pagano”. Altro materiale documentario, affluito nell’Archivio di Stato di Frosinone. Dei continui rapporti che Isola del Liri ha sempre avuto con Sora, resta una documentazione nell’Archivio Comunale Storico di questo centro. Vi sono poi da citare gli archivi ecclesiastici. Ricordiamo soprattutto quelli dell’Abbazia di Montecassino e dell’Abbazia di Casamari e dell’Archivio Vescovile di Sora. Un’estesa documentazione è infine rintracciabile negli archivi parrocchiali, particolarmente in quello della Collegiata di San Lorenzo. Esistono testimonianze archivistiche sono concentrate nell’Archivio di Stato di Napoli. Un documento eccezionale, il Patto di Congiura, sottoscritto nel Castello dell’Isola il 5 agosto 1496, si trova nell’Archivio di Stato di Mantova. Nella Chiesa Collegiata di San Lorenzo Martire di Isola del Liri, la documentazione più antica è quella delle Delibere Capitolari. Per quanto riguarda il carteggio, si conserva corrispondenza dagli inizi del 1800 in poi. “Ricordiamo – spiegano gli autori – che in un registro parrocchiale si può leggere il racconto della strage compiuta dai Francesi ad Isola del Liri il 12 Maggio 1799. Il parroco Don Enzo Tavernesi ci ha gentilmente riferito che l’Archivio della Collegiata subì gravi danni sia ad opera dei Francesi, sempre nel 1799, sia ad opera dei Piemontesi nel 1860”. Interessante è il lavoro fatto sull’archivio comunale storico di Isola del Liri. Spiegano gli autori: comprendente 750 unità archivistiche, è stato suddiviso in diverse sezioni. La prima si riferisce al periodo preunitario, dal 1806 al 1860, e consiste in 79 unità, delle quali 77 sono rappresentate da registri e registrazioni, mentre del carteggio restano solo due buste (o cartoni) con relativi fascicoli. La seconda sezione, quella più ampia e più articolata, comprende 571 unità archivistiche e si riferisce al periodo unitario (1861- 1946) con la massiccia presenza di 484 unità relative a registri e registrazioni e di 87 buste, tutte impostate in serie aperte. La terza sezione comprende, infine, alcuni Archivi aggregati: 1. Ufficio di Conciliazione, 2. Ente Comunale di Assistenza (E.C.A) 3. Lascito B. Viscogliosi: 1915-1920 (una sola scheda). 4. Cartiera E. Boimond. Nell’immediato dopoguerra fu ordinato il carteggio di epoca precedente. Presumibilmente, fu in questo modo riorganizzato ciò che restava dell’Archivio Comunale, dopo le vicende belliche che avevano provocato gravissimi danni. E’ quanto sappiamo da un’accorata lettera dell’allora Commissario T. Patrizi del 28 gennaio 1944, inviata alla “Eccellenza Capo della Provincia”, con oggetto “Saccheggi Uffici Comunali”. Riportiamo di seguito il testo della lettera: <<Compio il dovere di segnalare a V.E. che gli edifici comunali, da tempo evacuati per i danni subiti dai continui bombardamenti aerei a cui è stato oggetto questo comune, sono stati oggetto in questi ultimi giorni ripetuti saccheggi da parte di truppe tedesche che hanno asportato tutti i mobili ivi esistenti. Di tutti gli atti di ufficio e di archivio non resta che un mucchio informe di carte per cui si rende pressoché impossibile ogni rintraccio di pratiche e di documenti. Uguale sorte hanno subito le scuole in genere ove sono stati asportati e distrutti mobili e suppellettili. Tanto rassegno a V.E. anche a scanso di eventuali responsabilità di cui mi si potesse fare addebito non senza far presente che tali saccheggi sono stati operati mediante scassinamenti delle porte di accesso a vari uffici e senza che si fossero potuto comunque impedire>>. “Un successivo saccheggio del Municipio – spiegano gli autori – avvenne il 23 maggio 1944, quando già le truppe tedesche si preparavano per la ritirata. Dal Palazzo Comunale, rimasto senza porte, furono sottratti il busto in bronzo di Giustiniano Nicolucci, il gonfalone di Isola e altri oggetti. Malgrado il tono pessimista della lettera del Patrizi, non ci risulta tuttavia che la distruzione dell’Archivio sia stata così radicale e si può comprendere dal materiale archivistico rimasto quali siano stati i settori più duramente colpiti. Fra le altre dolorose perdite, ricordiamo, per il preunitario il carteggio quasi intero e la serie degli atti di morte. Successivamente hanno influito negativamente sull’Archivio Comunale i ripetuti eventi sismici. Non siamo abbastanza informati a questo riguardo su quanto avvenuto in occasione del terremoto della Marsica del 1915, ma siamo in grado di riferire sulle ripercussioni delle scosse sismiche dell’8 e 11 maggio 1984. L’edificio del Comune fu lesionato e si rese necessario un rapido trasferimento del materiale archivistico dagli ambienti pericolanti. In seguito a tali spostamenti, pratiche e registri in gran parte furono stipati in due locali e, non essendo sufficienti gli scaffali, si fu costretti ad accatastare in terra tutto il materiale senza più avere la possibilità di mantenere un qualsiasi criterio di sistemazione. Irene Mizzoni

 

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